Per il PLR, oggi, l’emergenza primaria per una larga parte della popolazione è rappresentata dai costi della salute. Premi, franchigie, partecipazioni e spese obbligatorie pesano sempre di più sui bilanci familiari e continueranno a crescere. Fare finta di niente non è un’opzione. Ma non lo è nemmeno promettere soluzioni miracolistiche, integraliste o finanziariamente irresponsabili.
La soluzione sostenuta dal PLR tiene insieme coerenza e realismo. Da un lato rispetta la volontà popolare espressa sulle iniziative. Dall’altro riconosce che ogni nuovo onere per lo Stato deve essere compatibile con l’equilibrio finanziario del Cantone. È una scelta interclassista, perché guarda al ceto medio, alle famiglie, ai contribuenti e a chi oggi subisce in modo sempre più pesante il costo obbligatorio dell’assicurazione malattia.
Il PLR respinge quindi sia l’immobilismo sia le fughe in avanti. Le ricette ideologiche possono forse funzionare in uno slogan, ma non reggono davanti alla realtà dei conti pubblici. Accumulare centinaia di milioni di nuovi oneri senza coperture credibili significherebbe produrre debito, scaricare il costo sulle prossime generazioni e mettere a rischio gli investimenti futuri del Cantone: infrastrutture, scuola, sanità, sicurezza, mobilità e sviluppo del territorio.
Con questa impostazione, il PLR conferma il proprio ruolo: non piantare bandierine, ma trovare soluzioni. Dopo il compromesso sul salario minimo, anche sull’alleggerimento dei costi della salute il PLR ha collaborato in prima linea per arrivare a un risultato concreto.
La proposta permette di rafforzare in modo sostanziale la deducibilità dei premi di cassa malati, con un’applicazione sostenibile e accompagnata da misure di compensazione, come ben spiegato dai relatori Natalia Ferrara e Fiorenzo Dadò (il Centro). È una risposta seria a un problema serio: meno pressione sulle economie domestiche, nessun aumento generalizzato e indiscriminato delle imposte e maggiore disciplina nella gestione della spesa pubblica.
Il PLR continuerà a lavorare su questa linea: aiutare chi oggi è schiacciato dai costi obbligatori, difendere il ceto medio, responsabilizzare lo Stato e impedire che le giuste preoccupazioni dei cittadini vengano trasformate in promesse impossibili da mantenere.