Il preventivo 2019 del Cantone presenta, per il secondo anno consecutivo, un risultato d’esercizio positivo, pari a quasi 15 milioni di franchi. Il raggiungimento dell’obiettivo fissato a inizio legislatura dal Governo è chiaramente motivo di soddisfazione per il PLRT e in particolare per il lavoro portato avanti dal DFE e dal suo direttore Christian Vitta.
I liberali radicali sono soddisfatti che, dopo cinque anni di speculazioni e molte ambiguità, oggi sia finalmente sul tavolo un testo concreto per un possibile accordo quadro con l’Unione Europea, che verrà ora sottoposto ad un’appronfondita analisi e alle varie consultazioni. Con la decisione odierna sul futuro della politica europea, il Consiglio federale apre la strada ad un dibattito ampio ed approdondito sul futuro dell’approccio bilaterale.
La Svizzera si conferma Stato sovrano e affidabile, il Ticino ha scelto una politica definitivamente più Svizzera: il PLRT saluta con grande soddisfazione la capacità della popolazione svizzera e ticinese di decidere con saggezza la propria posizione autonoma di Stato sovrano ma altrettanto consapevole di dover interagire in modo corretto, costruttivo e affidabile sul piano internazionale.
Il partito ha fatto i compiti, la Squadra è pronta a dare il proprio contributo e a mettersi in gioco. Adesso tocca a voi, a tutti voi. Il PLRT ha lanciato ufficialmente la campagna per le Cantonali 2019, approvando in un frequentatissimo Palexpo di Locarno – 800 i presenti – il programma di legislatura 2019-2023: al centro la formazione dei nostri giovani e il rispetto verso chi paga le imposte e crea posti di lavoro. Vogliamo un Ticino diverso. #facciamolo
Nell’intenso lavoro di revisione della Legge sull’esercizio dei diritti politici (LEDP) che ha impegnato in questi giorni il Gran consiglio, al centro dell’attenzione liberale radicale ci sono stati due aspetti in particolare: la proposta – targata PLRT e Michele Foletti – di inserire nella legge la base legale per permettere l’introduzione anche in Ticino del voto elettronico (proposta accettata dal parlamento) e l’estensione del tempo di raccolta delle firme per iniziative e referendum, che secondo il Governo e il PLRT doveva rimanere immutato.
Via libera all’abrogazione della Legge sulle imprese artigianali (LIA), ma a precise condizioni. La maggioranza del gruppo PLRT ha deciso di appoggiare in parlamento il rapporto di maggioranza Rückert-Filippini della Commissione della legislazione (che propone l’abrogazione della LIA così come strutturata finora) quale base di lavoro per dare un futuro agli importanti principi contenuti nella Legge.
La decisione del Consiglio federale di finanziare la tratta prioritaria della rete tram-treno del Luganese e la nuova fermata ferroviaria di Piazza Indipendenza a Bellinzona è certamente una notizia positiva per la mobilità del nostro Cantone. Per il PLRT molto resta però ancora da fare e l’obiettivo rimane quello di veder completato il progetto AlpTransit con la realizzazione del prolungamento a Sud di Lugano e della tratta Biasca-Camorino con la circonvallazione degli abitati del Bellinzonese e del Luganese. L’avvio della fase di progettazione di quest’opera deve rimanere prioritario.
Ecco le indicazioni di voto del PLR per i temi in votazione il prossimo 25 novembre: le due iniziative "Per la dignità degli animali da reddito agricoli (Iniziativa vacche con le corna)" e "Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (Iniziativa per l'autodeterminazione)" e la modifica della legge federale sulla parte degnerale del diritto delle assicurazioni sociali (Base legale per la sorveglianza degli assicurati).
Alex Farinelli, Sebastiano Gaffuri, Cristina Maderni, Alessandro Speziali e Christian Vitta. È questa la squadra scelta dal PLRT per l’elezione al Consiglio di Stato alle Cantonali dell’aprile 2019. I delegati al Comitato cantonale del Partito – riuniti in un Teatro Sociale di Bellinzona gremito (oltre 300 i presenti) – hanno approvato per acclamazione la proposta dell’Ufficio presidenziale.
La “Scuola che verrà”… non verrà. È venuto infatti a mancare il sostegno popolare. C’era da aspettarselo. Nonostante il grande lavoro svolto dal PLR per inserire nella sperimentazione un modello di scuola più aderente alla realtà e, soprattutto, meno votata all’ideologia, l’insistenza e la testardaggine dei vertici dipartimentali hanno condotto al prevedibile naufragio dell’intero progetto.